Hanno scritto di me ...
FRAGILI Il linguaggio visivo di Mauro Alunni, il linguaggio artistico della sua pittura, rappresenta il tentativo di guardare il mondo con occhi nuovi (di rappresentare un nuovo mondo), così come lo si scopre appena usciti da un dolore che ci ha scossi nel profondo, o da una paura che paralizza. Ho riflettuto a lungo su questi quadri, e nel cercare di capire, come, capita ogni qualvolta ci si trova di fronte ad una tela, il possibile percorso artistico ed esistenziale dell'artista, mi sono accorto d'un tratto che i suoi disegni nascevano dalla esperienza fondamentale dell'angoscia e, cioé, dalla scoperta della profonda serietà della vita e, insieme, dalla responsabilità di noi stessi di fronte all'Eterno, come se ognuno di noi fosse il solo uomo di fronte a Dio. Da qui l'atmosfera serena di questi quadri, e la forza d'animo che essi sprigionano, perché non c'é serenità e forza d'animo più alta di chi ha scoperto il senso del proprio destino. La serenità, nella sua genuina freschezza, che questi disegni comunicano, nasce solo in coloro che hanno saputo accettare se stessi e il proprio destino, in chi, per ritrovarsi, ha sentito l'antico bisogno di perdersi, di muoversi per sentieri interrotti o, più semplicemente, di incominciare a percorrere strade secondarie, perché è solo lungo questi percorsi, e nella solitudine di questo attraversamento, che è possibile ritornare a guardare la bellezza difficile delle cose del mondo. Siamo fragili, canne al vento, diceva Pascal; siamo gettati in questo mondo per un periodo breve e dovremo andarcene. Tutto ci ricorda la nostra finitezza, tutto ci rende consapevoli della nostra limitatezza; consapevolezza che potrebbe essere l'inizio di una sofferenza indicibile, la quale accorcerebbe ancor di più la nostra breve avventura. Mauro Alunni riesce a fare di questa fragilità una forza, riesce a trasfigurarla senza mai dimenticarla. È come se ci dicesse: siamo poveri, fragili, finiti, ma se riusciamo a far lavorare la fantasia, se siamo capaci di trasfigurare il mondo, non siamo più soli, ma diventiamo ricchi, forti, infiniti, in primo luogo perché siamo al mondo, perché ogni giorno con il nostro corpo, le nostre emozioni, i nostri ricordi e le nostre fantasie riusciamo ad esperire e trasfigurare quel mondo, a battere con pochi mezzi ogni sentimento di scacco e di sfiducia. È solo l'esperienza della fragilità che ci insegna realmente a sognare, che rende più bella e più umana la vita. Pasquale Serra
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